
I nostri ospiti
Il grande e monumentale ingresso accoglie l'ospite, le porte si chiudono, i rumori della città scompaiono e una calda e raffinata atmosfera lo avvolge. Varcare la soglia dell'Hotel Excelsior è come tuffarsi in un passato ricco di tradizioni; affissa sulla parete destra risalta un'incisione originale realizzata nel 1775 per volere di Giovanni Carafa duca di Noja e fatta perfezionare da Ferdinando IV re delle due Sicilie. Si tratta di una cartografia che rappresenta la scena urbana della città e la configurazione del vecchio lungomare. E' un ambiente elegante e ricercato, antichi tappeti impreziosiscono i pavimenti e scintillanti lampadari di Murano illuminano lo scalone di marmo. Il pensiero corre alle vicende che hanno caratterizzato i quasi novant'anni dell'albergo e ai tanti personaggi che vi hanno soggiornato e che hanno influito sulla storia di questo secolo. I suoi saloni sono stati teatro di feste e banchetti destinati ad ospiti di rilievo: Reali, aristocratici, finanzieri, celebrità dell'arte, del teatro, dello schermo e del mondo della scienza non avrebbero mai mancato di soggiornare all'Hotel Excelsior. La Suite Reale è rimasta immutata nell'arredamento; solo il baldacchino del letto è stato eliminato. Le pareti sono rivestite di seta damascata e impreziosite da stampe antiche, l'armadio di pregevole fattura veneziana è dipinto a mano con bordi d'oro zecchino e, su un'antica consolle è posta una specchiera arricchita da fregi sulla quale spicca un'aquila simbolo reale. L'ambiente è suggestivo ed esaltante perché ha assistito intimamente alle vicende di grandi personaggi nel loro quotidiano, è qui che la maschera pubblica veniva abbandonata. Ogni stanza dell'albergo è diversa; arredata con mobili antichi, immersa in un'atmosfera di inizio secolo, ognuna speciale, unica. "Tra le mura di questa grande casa gli ospiti erano come i componenti di una scala musicale piena di note. In alto, nella parte in cui questa scala sfiora l'Olimpo, tanta ricchezza di nomi". Il principe Umberto di Savoia con la famiglia abitò a Napoli per circa dieci anni. All'Hotel Excelsior era di casa, sempre circondato da numerosi ospiti, tra cui anche Eduardo De Filippo che una sera recitò uno dei suoi pezzi: "cravatte signori". Un episodio "sfizioso" accadde durante le feste di Natale, un ospite del Principe richiese una coppia di "zampognari" per fare una sorpresa a Sua Altezza, dopo pochi minuti le sale risuonavano della struggente nenia dei pastori. Era la Belle Èpoque, ogni anno veniva organizzato un prestigioso pranzo al quale partecipava tutta la Napoli che contava e nessuno mancava al "Gran Ballo" di Ida Crimeni. Era il mondo in "Fracchesciasse", parola dialettale per indicare quel vestire di etichetta: gli uomini rigidi in frac e le signore in lungo e scollate. Gli ospiti in un certo senso emulavano gli antichi Romani che venivano a Napoli attratti dal suo dolce clima, dalla sua musica e dalla sua letteratura. Visitatori inconsciamente soggiogati dal popolo napoletano, che rispecchia fedelmente questa città e i suoi evidenti contrasti. "Impossibile dare una definizione del napoletano, del lazzarone, dei senza tetto, dei duellanti delle strade di Napoli, dei pescatori, dei poveri, dei ciarlatani". Questa la risposta di Natale Rusconi, ex direttore dell'Hotel Excelsior, alla giornalista Lilian Langeseth-Christensen che gli aveva chiesto chi fosse il napoletano. Rusconi concluse dicendo: "Amo i napoletani ma non so definirli". Era napoletano lo storico portiere dell'Hotel Excelsior "Peppino" (al secolo cavaliere Giuseppe Esposito, Saragat lo aveva insignito della croce), che raccontava al giornalista Lamberto Sorrentini: "Io mi reputo fortunato quando, ricostruitosi l'albergo dopo la guerra, con solo ventisei anni di servizio fui nominato primo portiere. Voi avete girato intorno al mondo, il mondo invece ha girato intorno a me. Ho molti amici e sono la mia ricchezza, dai quali ogni Natale ricevo carte d'augurio a centinaia e con i più strani francobolli, Paul Getty non mancava mai di spedirmeli". Questo succedeva solo in Italia all'Hotel Excelsior, perché in qualsiasi altro Paese il portiere di un albergo di lusso era un impiegato come un altro. L'elegante sala Partenope ha fatto da cornice ideale per numerosi ricevimenti e pranzi di prestigio. Chef famosi si sono alternati nella direzione delle cucine dell'albergo. Nel maggio del 1972 la rinomata rivista americana Gourmet improntò le pagine centrali sulla città di Napoli, descrivendo i luoghi caratteristici, le abitudini e segnalando l\'Hotel Excelsior come oasi di grande comfort e raffinatezza, proponendo ai suoi lettori alcune famose ricette dell\'albergo: "Sorbet à l'orange" e "Profiteroles au chocolat". "La Terrazza" è il ristorante panoramico dell\'Hotel Excelsior, l'ospite viene stregato dallo scintillante panorama del golfo, dalla bellezza delle isole lontane fino all'estrema punta di Posillipo. Anche i capi di governo delle più grandi nazioni industrializzate del mondo, che si sono riuniti a Napoli nel 1994 per il "G7", vi si sono affacciati. Nel corso degli anni hanno goduto di questo magnifico spettacolo anche personaggi illustri che ritroviamo immortalati nelle pagine in bianco e nero di un'antica e preziosa rivista, i cui articoli confermano come quello di Napoli fosse l'Hotel Excelsior preferito da tutti. "L'Hotel Excelsior" di Napoli è una struttura che raggiunge il più alto grado di ospitalità e in tal modo fa onore al suo nome "Excelsior" che in latino significa "il più alto", offrendo a coloro che hanno l'opportunità di risiedervi, tutte le possibili seduzioni che la natura e la mano dell'uomo hanno prodotto".
Il grande e monumentale ingresso accoglie l'ospite, le porte si chiudono, i rumori della città scompaiono e una calda e raffinata atmosfera lo avvolge. Varcare la soglia dell'Hotel Excelsior è come tuffarsi in un passato ricco di tradizioni; affissa sulla parete destra risalta un'incisione originale realizzata nel 1775 per volere di Giovanni Carafa duca di Noja e fatta perfezionare da Ferdinando IV re delle due Sicilie. Si tratta di una cartografia che rappresenta la scena urbana della città e la configurazione del vecchio lungomare. E' un ambiente elegante e ricercato, antichi tappeti impreziosiscono i pavimenti e scintillanti lampadari di Murano illuminano lo scalone di marmo. Il pensiero corre alle vicende che hanno caratterizzato i quasi novant'anni dell'albergo e ai tanti personaggi che vi hanno soggiornato e che hanno influito sulla storia di questo secolo. I suoi saloni sono stati teatro di feste e banchetti destinati ad ospiti di rilievo: Reali, aristocratici, finanzieri, celebrità dell'arte, del teatro, dello schermo e del mondo della scienza non avrebbero mai mancato di soggiornare all'Hotel Excelsior. La Suite Reale è rimasta immutata nell'arredamento; solo il baldacchino del letto è stato eliminato. Le pareti sono rivestite di seta damascata e impreziosite da stampe antiche, l'armadio di pregevole fattura veneziana è dipinto a mano con bordi d'oro zecchino e, su un'antica consolle è posta una specchiera arricchita da fregi sulla quale spicca un'aquila simbolo reale. L'ambiente è suggestivo ed esaltante perché ha assistito intimamente alle vicende di grandi personaggi nel loro quotidiano, è qui che la maschera pubblica veniva abbandonata. Ogni stanza dell'albergo è diversa; arredata con mobili antichi, immersa in un'atmosfera di inizio secolo, ognuna speciale, unica. "Tra le mura di questa grande casa gli ospiti erano come i componenti di una scala musicale piena di note. In alto, nella parte in cui questa scala sfiora l'Olimpo, tanta ricchezza di nomi". Il principe Umberto di Savoia con la famiglia abitò a Napoli per circa dieci anni. All'Hotel Excelsior era di casa, sempre circondato da numerosi ospiti, tra cui anche Eduardo De Filippo che una sera recitò uno dei suoi pezzi: "cravatte signori". Un episodio "sfizioso" accadde durante le feste di Natale, un ospite del Principe richiese una coppia di "zampognari" per fare una sorpresa a Sua Altezza, dopo pochi minuti le sale risuonavano della struggente nenia dei pastori. Era la Belle Èpoque, ogni anno veniva organizzato un prestigioso pranzo al quale partecipava tutta la Napoli che contava e nessuno mancava al "Gran Ballo" di Ida Crimeni. Era il mondo in "Fracchesciasse", parola dialettale per indicare quel vestire di etichetta: gli uomini rigidi in frac e le signore in lungo e scollate. Gli ospiti in un certo senso emulavano gli antichi Romani che venivano a Napoli attratti dal suo dolce clima, dalla sua musica e dalla sua letteratura. Visitatori inconsciamente soggiogati dal popolo napoletano, che rispecchia fedelmente questa città e i suoi evidenti contrasti. "Impossibile dare una definizione del napoletano, del lazzarone, dei senza tetto, dei duellanti delle strade di Napoli, dei pescatori, dei poveri, dei ciarlatani". Questa la risposta di Natale Rusconi, ex direttore dell'Hotel Excelsior, alla giornalista Lilian Langeseth-Christensen che gli aveva chiesto chi fosse il napoletano. Rusconi concluse dicendo: "Amo i napoletani ma non so definirli". Era napoletano lo storico portiere dell'Hotel Excelsior "Peppino" (al secolo cavaliere Giuseppe Esposito, Saragat lo aveva insignito della croce), che raccontava al giornalista Lamberto Sorrentini: "Io mi reputo fortunato quando, ricostruitosi l'albergo dopo la guerra, con solo ventisei anni di servizio fui nominato primo portiere. Voi avete girato intorno al mondo, il mondo invece ha girato intorno a me. Ho molti amici e sono la mia ricchezza, dai quali ogni Natale ricevo carte d'augurio a centinaia e con i più strani francobolli, Paul Getty non mancava mai di spedirmeli". Questo succedeva solo in Italia all'Hotel Excelsior, perché in qualsiasi altro Paese il portiere di un albergo di lusso era un impiegato come un altro. L'elegante sala Partenope ha fatto da cornice ideale per numerosi ricevimenti e pranzi di prestigio. Chef famosi si sono alternati nella direzione delle cucine dell'albergo. Nel maggio del 1972 la rinomata rivista americana Gourmet improntò le pagine centrali sulla città di Napoli, descrivendo i luoghi caratteristici, le abitudini e segnalando l\'Hotel Excelsior come oasi di grande comfort e raffinatezza, proponendo ai suoi lettori alcune famose ricette dell\'albergo: "Sorbet à l'orange" e "Profiteroles au chocolat". "La Terrazza" è il ristorante panoramico dell\'Hotel Excelsior, l'ospite viene stregato dallo scintillante panorama del golfo, dalla bellezza delle isole lontane fino all'estrema punta di Posillipo. Anche i capi di governo delle più grandi nazioni industrializzate del mondo, che si sono riuniti a Napoli nel 1994 per il "G7", vi si sono affacciati. Nel corso degli anni hanno goduto di questo magnifico spettacolo anche personaggi illustri che ritroviamo immortalati nelle pagine in bianco e nero di un'antica e preziosa rivista, i cui articoli confermano come quello di Napoli fosse l'Hotel Excelsior preferito da tutti. "L'Hotel Excelsior" di Napoli è una struttura che raggiunge il più alto grado di ospitalità e in tal modo fa onore al suo nome "Excelsior" che in latino significa "il più alto", offrendo a coloro che hanno l'opportunità di risiedervi, tutte le possibili seduzioni che la natura e la mano dell'uomo hanno prodotto".

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